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Grand Egyptian Museum al Cairo: viaggio nel nuovo museo egizio di Giza

Il Grand Egyptian Museum (GEM) al Cairo, inaugurato davanti alla spianata delle piramidi di Giza, è oggi il più grande museo archeologico al mondo dedicato a una sola civiltà. Perché se è vero che lo storico Museo Egizio di piazza el-Tahrir non è stato smantellato, è però il nuovo museo egizio di Giza che catalizza l’attenzione dei viaggiatori. Nel futuristico contenitore di meraviglie progettato dall’architetto irlandese Róisín Heneghan, costato vent’anni di lavori e considerato il maggiore spazio espositivo al mondo dedicato a una sola civiltà. Un meraviglioso viaggio attraverso cinquemila anni di storia dei Faraoni.

L’ingresso al GEM di Giza è scenografico, con l’obelisco sospeso al centro della piazza e la colossale statua di Ramesse II nella Grand Hall, dove una scalinata incorniciata da sfingi (ma anche stele, sarcofagi, colonne e statue) sale verso le sale espositive. Che sono fondamentalmente due, seppur gigantesche. La prima è un tuffo indietro nel tempo, dodici gallerie costruite in discesa, come i gradoni di una piramide, che ti proiettano nella preistoria e nell’era Predinastica per poi riemergere nel 394 d.C,. quando l’arte egiziana si era già fusa con quella greco-romana. La seconda è tutta dedicata a un unico Faraone, il mitico Tutankhamon, la cui tomba fu trovata intatta oltre un secolo fa da Howard Carter nella Valle dei Re. «Riesci a vedere qualcosa?», «Sì…cose meravigliose!» fu la celebre frase pronunciata da Carter al momento della scoperta.

Dove si trova il tesoro di Tutankhamon

Cose meravigliose si vedono anche al Great Egyptian Museum, perché lì al Cairo è esposto per la prima volta l’intero tesoro di Tutankhamon, il giovane Faraone della XVIII dinastia, nato probabilmente nel 1345 a.C. e scomparso all’età di 18 anni. In un’esposizione dall’orchestrazione magistrale si ammirano gli oltre 5.000 oggetti che furono sepolti con lui nella tomba, per accompagnarlo nel suo viaggio nell’aldilà: manufatti, gioielli, vestiti, mobili, carri funebri. Oltre naturalmente ai sarcofagi d’oro che, uno dentro l’altro come in un gioco di scatole cinesi, arrivavano a contenere il tesoro più prezioso, la maschera in oro massiccio, quarzi, corniola e lapislazzuli, raffigurante il giovane volto reale. La si ammira in una teca di vetro super-protetta, in un teatrale spazio in penombra al termine dello spazio espositivo. Per una visita in cui il piatto forte si tiene per ultimo.

Consigli per la visita al GEM

Anche se non ci sono più le code dei primi tempi, la “Tutan-Gallery” è perennemente affollata di turisti. Il consiglio è di arrivare presto, quando apre, e cominciare la visita da lì, per poi contemplare con calma le altre sezioni del museo. Compresa quella della Barca Solare, una barca funebre di 5.000 anni fa, scoperta casualmente negli anni Cinquanta in una fossa accanto alla piramide di Cheope, nella spianata di Giza: smontata e rimontata come un gigantesco Lego, è ospitata in un padiglione distaccato del GEM insieme a una seconda imbarcazione, ancora in fase di assemblamento.

Come arrivare al GEM

Il nuovo museo si trova in piazza El Remayah, lungo la strada del deserto che collega il Cairo ad Alessandria, ed è separato dalle piramidi di Giza da un raccordo a più corsie. Il modo migliore per raggiungerlo è con un transfer privato, in alternativa si possono prenotare i taxi o noleggiare una macchina. Ci vuole però la patente internazionale e bisogna fare i conti con la guida spericolata degli egiziani.

Piramidi di Giza: la vista iconica dal Grand Egyptian Museum

Work in progress la passarella di un chilometro e mezzo che in futuro collegherà il museo alla spianata di Giza, le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino si possono comunque ammirare dalle vetrate in formato XL sul lato corto del museo. Rappresentano il più importante luogo di sepoltura dell’Antico Egitto e sono l’apoteosi delle necropoli di Menfi, prima capitale dell’Antico Regno, fondata probabilmente nel 3000 a.C. quando la città del Cairo, che oggi le abbraccia con la sua estensione tentacolare, ancora non esisteva.

Saqqara e Dahshur: le piramidi nel deserto vicino al Cairo

Facevano parte dell’antica Menfi anche le necropoli di Saqqara e Dahshur, che a sud-ovest della capitale inseguono in lontananza la corsa del Nilo verso il deserto. La prima è una Spoon River dell’antico Egitto, raccolta attorno alla piramide a gradoni del faraone Djoser, considerata la più antica struttura monumentale in pietra della storia. Dahshur comprende diversi complessi piramidali, come la Piramide Rossa a gradoni e quella romboidale, che si può visitare all’interno. Un sito bellissimo, leggermente più lontano dal Cairo e per questo meno turistico, da visitare e contemplare in silenzio. Come si dovrebbe sempre fare al cospetto dei grandi capolavori del passato.

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